Sugli organi di stampa in questi giorni è tutto un fiorire di perplessità sull'opportunità della conversione pubblica in occasione della veglia di Pasqua del vice direttore del Corriere della Sera , Magdi Allam.
Tutti a chiedersi perché ma in fondo a nessuno interessa leggere davvero la risposta , che lo stesso Allam , da acuto analista delle ipocrisie italiane ed occidentali quale è , aveva preventivamente messo nero su bianco in una lettera al proprio quotidiano : In Italia ci sono migliaia di convertiti all'islam che vivono serenamente la loro nuova fede. Ma ci sono anche migliaia di musulmani convertiti al cristianesimo che sono costretti a celare la loro nuova fede per paura di essere assassinati dagli estremisti islamici che si annidano tra noi. Per uno di quei «casi» che evocano la mano discreta del Signore, il mio primo articolo scritto sul Corriere il 3 settembre 2003 si intitolava «Le nuove catacombe degli islamici convertiti». Era un'inchiesta su alcuni neo-cristiani che in Italia denunciavano la loro profonda solitudine spirituale ed umana, di fronte alla latitanza delle istituzioni dello Stato che non tutelano la loro sicurezza e al silenzio della stessa Chiesa. Ebbene mi auguro che dal gesto storico del Papa e dalla mia testimonianza traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre dalle catacombe e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi. Se non saremo in grado qui in Italia, nella culla del cattolicesimo, a casa nostra, di garantire a tutti la piena libertà religiosa, come potremmo mai essere credibili quando denunciamo la violazione di tale libertà altrove nel mondo?.
E' dunque questa la ragione per cui il gesto è stato collocato in un'occasione così solenne e con una copertura mediatica così vasta , pur conoscendo i rischi che questo comportava : Caro Direttore, mi hai chiesto se io non tema per la mia vita, nella consapevolezza che la conversione al cristianesimo mi procurerà certamente un'ennesima, e ben più grave, condanna a morte per apostasia. Hai perfettamente ragione. So a cosa vado incontro ma affronterò la mia sorte a testa alta, con la schiena dritta e con la solidità interiore di chi ha la certezza della propria fede.
Come titolava un suo libro , Magdi dimostra ancora una volta di avere a cuore le sorti dell'Italia più di tanti suoi colleghi dalla schiena ricurva , sempre pronti a sacrificare la corretta rappresentazione dei fatti ( Ratisbona docet ) pur di inchinarsi alla cultura dominante , che vorrebbe la fede ridotta a fatto privato.
Solo in quest'ottica può essere compresa la rappresentazione stravolta dei fatti cui stiamo assistendo : la denuncia delle catacombe è stata completamente ignorata ( del resto quale migliore espressione di una fede privata? ), mentre la libera espressione di un cammino di conversione viene tacciata di essere provocatoria , addirittura rischiosa per la convivenza civile ed espressione di "una nuova fase aggressiva del Vaticano".
Nuova fase aggressiva del vaticano?? Qualche acuto osservatore , meno prolisso del sottoscritto , ha saputo riassumere alla perfezione lo stravolgimento della realtà con la favola dell'agnello e del lupo.
Del resto basterebbe ricordare il principio alla base della cultura liberale per smascherare i liberali dell'ultim'ora , che si dichiarano tali per pura opportunità politica ma pretendono ugualmente di impartire lezioni di tolleranza : la propria libertà finisce dove comincia la libertà altrui.
Come per Ratisbona e per la Sapienza , ci bombarderanno con decine di editoriali e talk show sul "caso Allam" , ma faranno l'ennesimo buco nell'acqua : non siamo ancora così rincoglioniti da non accorgerci che non viene lesa nessuna libertà altrui nello scegliere come , dove e quando battezzarsi , anche se la scelta dovesse cadere sul Papa , sulla basilica vaticana e sulla notte di Pasqua.
Tutt'altra cosa è minacciare di morte o costringere all'isolamento chi si converte : se non possiamo accettare che questo avvenga in lontani paesi a maggioranza islamica , è a maggior ragione intollerabile che succeda nel nostro paese; fa specie che a ricordarcelo debba essere un cittadino italiano acquisito.
Tutti a chiedersi perché ma in fondo a nessuno interessa leggere davvero la risposta , che lo stesso Allam , da acuto analista delle ipocrisie italiane ed occidentali quale è , aveva preventivamente messo nero su bianco in una lettera al proprio quotidiano : In Italia ci sono migliaia di convertiti all'islam che vivono serenamente la loro nuova fede. Ma ci sono anche migliaia di musulmani convertiti al cristianesimo che sono costretti a celare la loro nuova fede per paura di essere assassinati dagli estremisti islamici che si annidano tra noi. Per uno di quei «casi» che evocano la mano discreta del Signore, il mio primo articolo scritto sul Corriere il 3 settembre 2003 si intitolava «Le nuove catacombe degli islamici convertiti». Era un'inchiesta su alcuni neo-cristiani che in Italia denunciavano la loro profonda solitudine spirituale ed umana, di fronte alla latitanza delle istituzioni dello Stato che non tutelano la loro sicurezza e al silenzio della stessa Chiesa. Ebbene mi auguro che dal gesto storico del Papa e dalla mia testimonianza traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre dalle catacombe e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi. Se non saremo in grado qui in Italia, nella culla del cattolicesimo, a casa nostra, di garantire a tutti la piena libertà religiosa, come potremmo mai essere credibili quando denunciamo la violazione di tale libertà altrove nel mondo?.
E' dunque questa la ragione per cui il gesto è stato collocato in un'occasione così solenne e con una copertura mediatica così vasta , pur conoscendo i rischi che questo comportava : Caro Direttore, mi hai chiesto se io non tema per la mia vita, nella consapevolezza che la conversione al cristianesimo mi procurerà certamente un'ennesima, e ben più grave, condanna a morte per apostasia. Hai perfettamente ragione. So a cosa vado incontro ma affronterò la mia sorte a testa alta, con la schiena dritta e con la solidità interiore di chi ha la certezza della propria fede.
Come titolava un suo libro , Magdi dimostra ancora una volta di avere a cuore le sorti dell'Italia più di tanti suoi colleghi dalla schiena ricurva , sempre pronti a sacrificare la corretta rappresentazione dei fatti ( Ratisbona docet ) pur di inchinarsi alla cultura dominante , che vorrebbe la fede ridotta a fatto privato.
Solo in quest'ottica può essere compresa la rappresentazione stravolta dei fatti cui stiamo assistendo : la denuncia delle catacombe è stata completamente ignorata ( del resto quale migliore espressione di una fede privata? ), mentre la libera espressione di un cammino di conversione viene tacciata di essere provocatoria , addirittura rischiosa per la convivenza civile ed espressione di "una nuova fase aggressiva del Vaticano".
Nuova fase aggressiva del vaticano?? Qualche acuto osservatore , meno prolisso del sottoscritto , ha saputo riassumere alla perfezione lo stravolgimento della realtà con la favola dell'agnello e del lupo.
Del resto basterebbe ricordare il principio alla base della cultura liberale per smascherare i liberali dell'ultim'ora , che si dichiarano tali per pura opportunità politica ma pretendono ugualmente di impartire lezioni di tolleranza : la propria libertà finisce dove comincia la libertà altrui.
Come per Ratisbona e per la Sapienza , ci bombarderanno con decine di editoriali e talk show sul "caso Allam" , ma faranno l'ennesimo buco nell'acqua : non siamo ancora così rincoglioniti da non accorgerci che non viene lesa nessuna libertà altrui nello scegliere come , dove e quando battezzarsi , anche se la scelta dovesse cadere sul Papa , sulla basilica vaticana e sulla notte di Pasqua.
Tutt'altra cosa è minacciare di morte o costringere all'isolamento chi si converte : se non possiamo accettare che questo avvenga in lontani paesi a maggioranza islamica , è a maggior ragione intollerabile che succeda nel nostro paese; fa specie che a ricordarcelo debba essere un cittadino italiano acquisito.