Il talco sotto la lampada, del medico ricercatore Silvio Buzzi, dovrebbe entrare di diritto nei testi di insegnamento universitario e tutti i giovani laureandi dovrebbero prenderlo come modello teorico e pratico di quella difficile, ma esaltante, avventura dello spirito che spinge l’uomo a cercare una verità.
Non anticipo niente , mi limito a riportare poche righe della prefazione al libro scritta da Luigi Bazzoli , portavoce e stretto collaboratore di Veronesi.
Nell'era degli Odifreddi e dei baroni intolleranti della Sapienza, una storia del genere ti riconcilia con la scienza con la S maiuscola... che ti riporta ai tempi dei Galileo e dei Newton ( per la fisica ) o dei Pasteur e dei Lavoisier ( per la biologia e la chimica ) , che affrontavano le loro ricerche senza mega-laboratori o mega-finanziamenti , anzi spesso con mezzi di fortuna e strumenti autocostruiti , armati soltanto di quello spirito di ricerca che sta alla base della scienza stessa.
Si badi bene che ho citato gli scienziati di cui sopra perché , come il Dott. Buzzi appartengono alla categoria filosofica che il Dott. Odifreddi ama definire dei cretini.
Altra chiave di lettura del libro è quella dell'ennesimo pioniere italiano che rischia di vedere non riconosciuto , di fronte al grande pubblico , il merito del proprio lavoro : le sperimentazioni sul CRM197 sono portate avanti negli Stati Uniti e in Giappone e se dovessero condurre ai risultati sperati ( come sembrerebbe da alcuni recenti studi che si possono leggere qui e qui ) chissà che non ci scappi un altro caso Cabibbo ( per citare un altro eminente "cretino" ).
Non anticipo niente , mi limito a riportare poche righe della prefazione al libro scritta da Luigi Bazzoli , portavoce e stretto collaboratore di Veronesi.
Nell'era degli Odifreddi e dei baroni intolleranti della Sapienza, una storia del genere ti riconcilia con la scienza con la S maiuscola... che ti riporta ai tempi dei Galileo e dei Newton ( per la fisica ) o dei Pasteur e dei Lavoisier ( per la biologia e la chimica ) , che affrontavano le loro ricerche senza mega-laboratori o mega-finanziamenti , anzi spesso con mezzi di fortuna e strumenti autocostruiti , armati soltanto di quello spirito di ricerca che sta alla base della scienza stessa.
Si badi bene che ho citato gli scienziati di cui sopra perché , come il Dott. Buzzi appartengono alla categoria filosofica che il Dott. Odifreddi ama definire dei cretini.
Altra chiave di lettura del libro è quella dell'ennesimo pioniere italiano che rischia di vedere non riconosciuto , di fronte al grande pubblico , il merito del proprio lavoro : le sperimentazioni sul CRM197 sono portate avanti negli Stati Uniti e in Giappone e se dovessero condurre ai risultati sperati ( come sembrerebbe da alcuni recenti studi che si possono leggere qui e qui ) chissà che non ci scappi un altro caso Cabibbo ( per citare un altro eminente "cretino" ).