Da quando ho suggerito come strenna natalizia il libro del Dott. Buzzi , Il talco sotto la lampada , vedo dagli accessi al blog che molti arrivano cercando come chiave di ricerca "CRM197" e relative novità.
Non nascondo che è un argomento che mi interessa particolarmente , non tanto perché abbia parenti o conoscenti malati di tumore ( anche se esprimo vicinanza a quanti cercano nella rete l'estrema ancora di salvezza per le sofferenze dei propri cari .. e proprio in questa direzione vuole andare questo post , senza alimentare false speranze perché il CRM197 e qualsiasi nuova tecnica non sono , come ricorda lo stesso Dott. Buzzi , la vittoria sul cancro ma semplicemente un contributo alla lotta ) , quanto perché la particolarità della storia del Dott. Buzzi mi ha appassionato sin dall'inizio : come ho già scritto nel post precedente si tratta di una storia d'altri tempi e leggendo il libro mi sono sempre più convinto che anche il protagonista è dotato di una tenacia e di una umanità anch'esse di altri tempi (*).
Putroppo le notizie reperibili su internet attraverso i motori di ricerca "ordinari" sono quasi tutte datate al Settembre e all'Ottobre del 2007 , quando la storia finì sulla ribalta di alcune testate nazionali per l'interessamento dei ricercatori giapponesi delle università di Osaka e di Fukuoka e , come succede nei nostri media , furono semplicemente "copiate e incollate" nelle varie testate locali e nei siti di informazione generalista. Da allora sembra essere calato il sipario sulla stampa nazionale e , considerati spiacevoli precedenti come il caso del Dott. Di Bella ( che sebbene le due vicende siano agli antipidi , sia per serietà scientifica dei due medici - Buzzi non ha mai sottratto i pazienti alle cure convenzionali - e loro considerazione da parte della comunità internazionale e delle riviste specializzate , sia per la preoccupazione di Buzzi di non alimentare false speranze ma semplicemente di vedere la propria intuizione posta al vaglio di una sperimentazione seria ) , questo ha fatto concludere molti che si fosse trattato dell'ennesimo fuoco di paglia.
Fortunatamente le cose non stanno così. La ricerca su internet non si limita ai canali "ordinari" e mister Google mette a disposizione anche dei profani come il sottoscritto un potentissimo strumento , sconosciuto ai più , che si chiama Google Scholar. Digitando parole chiave come CRM197 , HB-EGF ( il recettore a cui si lega la tossina difterica modificata ) o il nome dei ricercatori che hanno contattato il Dott. Buzzi , Mekada e Miyamoto , sono riuscito a reperire i due articoli che ho linkato nel post precedente.
Sono entrambi di fine 2008 ( quindi Google Scholar ci ha permesso di aggiornarci di un anno rispetto alle ultime notizie presenti sulla stampa nazionale ) e in particolare , quello di Miyamoto esprime conclusioni abbastanza nette : CRM197, an inhibitor of HB-EGF, resulted in a significant decrease of tumor burden in peritoneal dissemination, accompanied with a reduction in both cellular spreading, when assayed on an extracellular matrix, and invasive ability, when assayed in a chemotaxis chamber, as well as decreased expression of MMP9 and VEGF. Thus, HB-EGF is a mutual validating target in the peritoneal dissemination of ovarian cancer, and CRM197 may be useful as a anticancer agent for advanced ovarian cancer.
Altri link interessanti sono i seguenti :
Lavoro della Dott.ssa Paola Fogar presso l'Università di Padova - Gennaio 2008
Altro articolo di Mekada e Myamoto - Settembre 2008
Altro articolo di Mekada e Myamoto - Giugno 2008
Note a margine : (*) leggendo il libro sono rimasto letteralmente impressionato dall'aneddoto in cui il Dott. Buzzi racconta della prima iniezione della tossina difterica su un paziente umano. Pregato dal marito di una paziente terminale , che conosceva la sua attività di sperimentazione sui conigli , di provare la tossina difterica sulla propria moglie , alla quale non restavano più di 15 giorni di vita , per essere certo che la dose calcolata sull'uomo fosse quella effettivamente non letale prima dell'intervento se la auto-iniettò mettendo a rischio la propria salute in prima persona. Quanti medici in Italia farebbero lo stesso per un malato sano? Qui invece il rischio ( per altro minimo ) era "semplicemente" quello di abbreviare i giorni di sofferenza di un malato terminale .. azione che , come sappiamo dal dibattito su eutanasia e suicidio assistito , parte dell'opinione pubblica riterrebbe addirittura meritoria.
Non nascondo che è un argomento che mi interessa particolarmente , non tanto perché abbia parenti o conoscenti malati di tumore ( anche se esprimo vicinanza a quanti cercano nella rete l'estrema ancora di salvezza per le sofferenze dei propri cari .. e proprio in questa direzione vuole andare questo post , senza alimentare false speranze perché il CRM197 e qualsiasi nuova tecnica non sono , come ricorda lo stesso Dott. Buzzi , la vittoria sul cancro ma semplicemente un contributo alla lotta ) , quanto perché la particolarità della storia del Dott. Buzzi mi ha appassionato sin dall'inizio : come ho già scritto nel post precedente si tratta di una storia d'altri tempi e leggendo il libro mi sono sempre più convinto che anche il protagonista è dotato di una tenacia e di una umanità anch'esse di altri tempi (*).
Putroppo le notizie reperibili su internet attraverso i motori di ricerca "ordinari" sono quasi tutte datate al Settembre e all'Ottobre del 2007 , quando la storia finì sulla ribalta di alcune testate nazionali per l'interessamento dei ricercatori giapponesi delle università di Osaka e di Fukuoka e , come succede nei nostri media , furono semplicemente "copiate e incollate" nelle varie testate locali e nei siti di informazione generalista. Da allora sembra essere calato il sipario sulla stampa nazionale e , considerati spiacevoli precedenti come il caso del Dott. Di Bella ( che sebbene le due vicende siano agli antipidi , sia per serietà scientifica dei due medici - Buzzi non ha mai sottratto i pazienti alle cure convenzionali - e loro considerazione da parte della comunità internazionale e delle riviste specializzate , sia per la preoccupazione di Buzzi di non alimentare false speranze ma semplicemente di vedere la propria intuizione posta al vaglio di una sperimentazione seria ) , questo ha fatto concludere molti che si fosse trattato dell'ennesimo fuoco di paglia.
Fortunatamente le cose non stanno così. La ricerca su internet non si limita ai canali "ordinari" e mister Google mette a disposizione anche dei profani come il sottoscritto un potentissimo strumento , sconosciuto ai più , che si chiama Google Scholar. Digitando parole chiave come CRM197 , HB-EGF ( il recettore a cui si lega la tossina difterica modificata ) o il nome dei ricercatori che hanno contattato il Dott. Buzzi , Mekada e Miyamoto , sono riuscito a reperire i due articoli che ho linkato nel post precedente.
Sono entrambi di fine 2008 ( quindi Google Scholar ci ha permesso di aggiornarci di un anno rispetto alle ultime notizie presenti sulla stampa nazionale ) e in particolare , quello di Miyamoto esprime conclusioni abbastanza nette : CRM197, an inhibitor of HB-EGF, resulted in a significant decrease of tumor burden in peritoneal dissemination, accompanied with a reduction in both cellular spreading, when assayed on an extracellular matrix, and invasive ability, when assayed in a chemotaxis chamber, as well as decreased expression of MMP9 and VEGF. Thus, HB-EGF is a mutual validating target in the peritoneal dissemination of ovarian cancer, and CRM197 may be useful as a anticancer agent for advanced ovarian cancer.
Altri link interessanti sono i seguenti :
Lavoro della Dott.ssa Paola Fogar presso l'Università di Padova - Gennaio 2008
Altro articolo di Mekada e Myamoto - Settembre 2008
Altro articolo di Mekada e Myamoto - Giugno 2008
Note a margine : (*) leggendo il libro sono rimasto letteralmente impressionato dall'aneddoto in cui il Dott. Buzzi racconta della prima iniezione della tossina difterica su un paziente umano. Pregato dal marito di una paziente terminale , che conosceva la sua attività di sperimentazione sui conigli , di provare la tossina difterica sulla propria moglie , alla quale non restavano più di 15 giorni di vita , per essere certo che la dose calcolata sull'uomo fosse quella effettivamente non letale prima dell'intervento se la auto-iniettò mettendo a rischio la propria salute in prima persona. Quanti medici in Italia farebbero lo stesso per un malato sano? Qui invece il rischio ( per altro minimo ) era "semplicemente" quello di abbreviare i giorni di sofferenza di un malato terminale .. azione che , come sappiamo dal dibattito su eutanasia e suicidio assistito , parte dell'opinione pubblica riterrebbe addirittura meritoria.
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