lunedì 15 dicembre 2008

Un consiglio per le strenne natalizie : regalate una storia di scienza d'altri tempi. Il Talco sotto la Lampada del Dott. Buzzi

Il talco sotto la lampada, del medico ricercatore Silvio Buzzi, dovrebbe entrare di diritto nei testi di insegnamento universitario e tutti i giovani laureandi dovrebbero prenderlo come modello teorico e pratico di quella difficile, ma esaltante, avventura dello spirito che spinge l’uomo a cercare una verità.

Non anticipo niente , mi limito a riportare poche righe della prefazione al libro scritta da Luigi Bazzoli , portavoce e stretto collaboratore di Veronesi.

Nell'era degli Odifreddi e dei baroni intolleranti della Sapienza, una storia del genere ti riconcilia con la scienza con la S maiuscola... che ti riporta ai tempi dei Galileo e dei Newton ( per la fisica ) o dei Pasteur e dei Lavoisier ( per la biologia e la chimica ) , che affrontavano le loro ricerche senza mega-laboratori o mega-finanziamenti , anzi spesso con mezzi di fortuna e strumenti autocostruiti , armati soltanto di quello spirito di ricerca che sta alla base della scienza stessa.

Si badi bene che ho citato gli scienziati di cui sopra perché , come il Dott. Buzzi appartengono alla categoria filosofica che il Dott. Odifreddi ama definire dei cretini.

Altra chiave di lettura del libro è quella dell'ennesimo pioniere italiano che rischia di vedere non riconosciuto , di fronte al grande pubblico , il merito del proprio lavoro : le sperimentazioni sul CRM197 sono portate avanti negli Stati Uniti e in Giappone e se dovessero condurre ai risultati sperati ( come sembrerebbe da alcuni recenti studi che si possono leggere qui e qui ) chissà che non ci scappi un altro caso Cabibbo ( per citare un altro eminente "cretino" ).

lunedì 17 novembre 2008

Perche sedare un vegetale? L'ennesimo esempio di "gioco semantico"

Non entro nel merito della discussa questione sulla necessità o meno di concedere al Sig. Englaro la possibilità di sospendere l'alimentazione artificiale della figlia Eluana.

Pongo solamente una questione da cittadino medio quale sono , intendendo il termine "medio" senza alcuna accezione negativa ma al solo scopo di indicare quella grande maggioranza di cittadini che non ha approfondite conoscenze mediche e quindi forma la propria opinone da quanto apprende da media e da dibattiti sui quotidiani e nei talk-show , ovvero spesso forma la sua opinione da una sintesi delle opinioni altrui.

Il cittadino medio è fortemente influenzabile dai giochi semantici che si applicano su definizioni scientifiche : nel caso in oggetto il termine stato vegetativo fa pensare al mondo vegetale , ovvero a un organismo vivente che non soltanto è privo di coscienza di sé , ma neanche vede , sente , prova dolore.

Poi però al cittadino medio capita di ascoltare di sfuggita la notizia che prima di morire Eluana verrà opportunamente sedata : qualcosa non torna. Perché sedare un vegetale? Un vegetale non prova dolore e quindi non necessita di essere sedato.

La pulce nell'orecchio può a volte avere l'effetto di far uscire il cittadino medio dal torpore dei mille impegni quotidiani e scegliere di approfondire il termine tecnico. Scopre così che wikipedia definisce lo stato vegetativo come una condizione di possibile evoluzione del coma caratterizzata dalla ripresa della veglia, senza contenuto di coscienza, cioè senza consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante. Questa condizione viene anche definita con altri termini, che stanno cadendo in disuso, quali sindrome apallica, coma vigile, stato di non consapevolezza post traumatica. Lo stato vegetativo viene definito persistente se protratto nel tempo e permanente quando si presume che sia irreversibile.

Scopre dunque che lo stato vegetativo è sinonimo di "coma vigile". Proviamo ora a riformulare a tutta la vicende Englaro sostituendo in tutti i fiumi di inchiostro che sono stati versati , in tutti gli audio dei servizi radio-televisivi , al termine stato vegetativo il termine coma vigile. Non ci vuole Mannheimer per capire che il gioco semantico può spostare centinaia di migliaia di opinioni individuali.

Tanto più che lo stato vegetativo si definisce permanente quando si presume che sia irreversibile. E se il cittadino medio approfondisce ancora di più scopre quel "si presume" non è stato messo a caso, perché esistono di casi di stati vegetativi definiti dai medici "permanenti" che invece hanno subito sensibili evoluzioni : è il caso di Salvatore Crisafulli , che non a caso da anni conduce battaglie perché vi sia la corretta informazione sugli stati vegetativi. Proviamo ora a sostituire il termine stato vegetativo permanente che l'opinione pubblica spesso percepisce come irreversibile ( tanto che più di una volta ho sentito ascoltatori allarmati confondere il caso Englaro con quello del coma irreversibile e della morte cerebrale , che sono tutt'altra cosa ) , con coma vigile presumibilmente permanente : quanti altri cittadini medi cambierebbero opinione?

Non è un caso che la stessa wikipedia sottolinei che il termine coma vigile stia cadendo in disuso : i giochi semantici sono sempre più diffusi come metodo di condizionamento delle opinioni delle masse. Il termine aborto provocato sta cadendo in disuso , sostituito dall'acronimo IVG , più politicamente corretto.

La stessa distinzione fra feto e neonato , che in ambito scientifico ha la sua ragione di esistere , nel linguaggio comune viene usata per creare un solco che non esiste. Lo stesso soggetto pochi istanti prima di vedere la luce è un feto , pochi istanti dopo è un neonato. Vuoi mettere la differenza fra sopprimere un feto di 6 mesi o un neonato di 6 mesi? Certo c'è sempre lo scopo terapeutico , l'ennesimo gioco semantico. Il termine terapeutico ha senso quando l'interruzione della gravidanza preserva la salute della madre ; ma quando si sopprime un bambino ( ops , scusate , un feto ) di 6 mesi perché down , cosa c'è di terapeutico in tutto questo?

mercoledì 2 aprile 2008

In ricordo di Giovanni Paolo II

Celeste è questa corrispondenza d'amorosi sensi, celeste dote è negli umani; e spesso per lei si vive con l'amico estinto e l'estinto con noi : il sentimento che mi accompagna ogni 2 aprile dal 2005 a questa parte è colto a pieno dai versi di un agnostico e materialista come Foscolo.

E' chiaro che la prospettiva del cristiano è antitetica a quella de I sepolcri : lo sappiamo nella casa del Padre , lo preghiamo perché interceda per noi , sappiamo il suo ministero in ottime mani; ma questo non ci evita il sentimento della privazione fisica , della nostalgia , perché fa parte della nostra umanità.

Non è carenza di Fede , altrimenti dovremmo pensare che lo stesso Cristo ne fù carente , quando pianse per l'amico Lazzaro. E' piena accettazione della nostra umanità , la stessa di Gesù e la stessa che fece di Woityla un fenomeno sociologico senza precedenti : persone di ogni razza , religione , cultura lo vedevano come un amico , un padre , un nonno. Piansero la sua morte come quella di un parente , anche se molti non lo incontrarono mai fisicamente. Non ebbero mai modo di parlarci , di stringergli la mano , eppure avevano chiara la sensazione di una relazione personale.

Tutto questo mi fa tornare alla mente una frase ricorrente nei volantini di C.L. ai tempi dell'università , che allora mi sembrava oscura e tipica di un certo conformismo ciellino. La riprese qualche anno Benedetto XVI ai funerali di Giussani : il Cristianesimo non è un sistema intellettuale, un pacchetto di dogmi, un moralismo [..] il Cristianesimo è un incontro; una storia d'amore; è un avvenimento.

Sempre più spesso mi capita invece di percepirla come una verità , tanto evidente da non capacitarmi di quanto allora mi risultasse oscura. Il caso di Giovanni Paolo II è uno di questi : la relazione personale , l'affetto , la simpatia ( intesa etimologicamente come "comunione di sentimenti" ) per questo Papa è stata capace di avvicinare tante persone a Cristo come nessun catechismo sarebbe stato capace di fare. Del resto all'inizio del Vangelo non sta una serie di precetti , ma l'invito ad una relazione personale : "venite e vedrete".

mercoledì 26 marzo 2008

Le catacombe dei musulmani convertiti? La massima espressione di "una fede privata".

Sugli organi di stampa in questi giorni è tutto un fiorire di perplessità sull'opportunità della conversione pubblica in occasione della veglia di Pasqua del vice direttore del Corriere della Sera , Magdi Allam.

Tutti a chiedersi perché ma in fondo a nessuno interessa leggere davvero la risposta , che lo stesso Allam , da acuto analista delle ipocrisie italiane ed occidentali quale è , aveva preventivamente messo nero su bianco in una lettera al proprio quotidiano : In Italia ci sono migliaia di convertiti all'islam che vivono serenamente la loro nuova fede. Ma ci sono anche migliaia di musulmani convertiti al cristianesimo che sono costretti a celare la loro nuova fede per paura di essere assassinati dagli estremisti islamici che si annidano tra noi. Per uno di quei «casi» che evocano la mano discreta del Signore, il mio primo articolo scritto sul Corriere il 3 settembre 2003 si intitolava «Le nuove catacombe degli islamici convertiti». Era un'inchiesta su alcuni neo-cristiani che in Italia denunciavano la loro profonda solitudine spirituale ed umana, di fronte alla latitanza delle istituzioni dello Stato che non tutelano la loro sicurezza e al silenzio della stessa Chiesa. Ebbene mi auguro che dal gesto storico del Papa e dalla mia testimonianza traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre dalle catacombe e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi. Se non saremo in grado qui in Italia, nella culla del cattolicesimo, a casa nostra, di garantire a tutti la piena libertà religiosa, come potremmo mai essere credibili quando denunciamo la violazione di tale libertà altrove nel mondo?.

E' dunque questa la ragione per cui il gesto è stato collocato in un'occasione così solenne e con una copertura mediatica così vasta , pur conoscendo i rischi che questo comportava : Caro Direttore, mi hai chiesto se io non tema per la mia vita, nella consapevolezza che la conversione al cristianesimo mi procurerà certamente un'ennesima, e ben più grave, condanna a morte per apostasia. Hai perfettamente ragione. So a cosa vado incontro ma affronterò la mia sorte a testa alta, con la schiena dritta e con la solidità interiore di chi ha la certezza della propria fede.

Come titolava un suo libro , Magdi dimostra ancora una volta di avere a cuore le sorti dell'Italia più di tanti suoi colleghi dalla schiena ricurva , sempre pronti a sacrificare la corretta rappresentazione dei fatti ( Ratisbona docet ) pur di inchinarsi alla cultura dominante , che vorrebbe la fede ridotta a fatto privato.

Solo in quest'ottica può essere compresa la rappresentazione stravolta dei fatti cui stiamo assistendo : la denuncia delle catacombe è stata completamente ignorata ( del resto quale migliore espressione di una fede privata? ), mentre la libera espressione di un cammino di conversione viene tacciata di essere provocatoria , addirittura rischiosa per la convivenza civile ed espressione di "una nuova fase aggressiva del Vaticano".

Nuova fase aggressiva del vaticano?? Qualche acuto osservatore , meno prolisso del sottoscritto , ha saputo riassumere alla perfezione lo stravolgimento della realtà con la favola dell'agnello e del lupo.

Del resto basterebbe ricordare il principio alla base della cultura liberale per smascherare i liberali dell'ultim'ora , che si dichiarano tali per pura opportunità politica ma pretendono ugualmente di impartire lezioni di tolleranza : la propria libertà finisce dove comincia la libertà altrui.

Come per Ratisbona e per la Sapienza , ci bombarderanno con decine di editoriali e talk show sul "caso Allam" , ma faranno l'ennesimo buco nell'acqua : non siamo ancora così rincoglioniti da non accorgerci che non viene lesa nessuna libertà altrui nello scegliere come , dove e quando battezzarsi , anche se la scelta dovesse cadere sul Papa , sulla basilica vaticana e sulla notte di Pasqua.

Tutt'altra cosa è minacciare di morte o costringere all'isolamento chi si converte : se non possiamo accettare che questo avvenga in lontani paesi a maggioranza islamica , è a maggior ragione intollerabile che succeda nel nostro paese; fa specie che a ricordarcelo debba essere un cittadino italiano acquisito.