Celeste è questa corrispondenza d'amorosi sensi, celeste dote è negli umani; e spesso per lei si vive con l'amico estinto e l'estinto con noi : il sentimento che mi accompagna ogni 2 aprile dal 2005 a questa parte è colto a pieno dai versi di un agnostico e materialista come Foscolo.
E' chiaro che la prospettiva del cristiano è antitetica a quella de I sepolcri : lo sappiamo nella casa del Padre , lo preghiamo perché interceda per noi , sappiamo il suo ministero in ottime mani; ma questo non ci evita il sentimento della privazione fisica , della nostalgia , perché fa parte della nostra umanità.
Non è carenza di Fede , altrimenti dovremmo pensare che lo stesso Cristo ne fù carente , quando pianse per l'amico Lazzaro. E' piena accettazione della nostra umanità , la stessa di Gesù e la stessa che fece di Woityla un fenomeno sociologico senza precedenti : persone di ogni razza , religione , cultura lo vedevano come un amico , un padre , un nonno. Piansero la sua morte come quella di un parente , anche se molti non lo incontrarono mai fisicamente. Non ebbero mai modo di parlarci , di stringergli la mano , eppure avevano chiara la sensazione di una relazione personale.
Tutto questo mi fa tornare alla mente una frase ricorrente nei volantini di C.L. ai tempi dell'università , che allora mi sembrava oscura e tipica di un certo conformismo ciellino. La riprese qualche anno Benedetto XVI ai funerali di Giussani : il Cristianesimo non è un sistema intellettuale, un pacchetto di dogmi, un moralismo [..] il Cristianesimo è un incontro; una storia d'amore; è un avvenimento.
Sempre più spesso mi capita invece di percepirla come una verità , tanto evidente da non capacitarmi di quanto allora mi risultasse oscura. Il caso di Giovanni Paolo II è uno di questi : la relazione personale , l'affetto , la simpatia ( intesa etimologicamente come "comunione di sentimenti" ) per questo Papa è stata capace di avvicinare tante persone a Cristo come nessun catechismo sarebbe stato capace di fare. Del resto all'inizio del Vangelo non sta una serie di precetti , ma l'invito ad una relazione personale : "venite e vedrete".
E' chiaro che la prospettiva del cristiano è antitetica a quella de I sepolcri : lo sappiamo nella casa del Padre , lo preghiamo perché interceda per noi , sappiamo il suo ministero in ottime mani; ma questo non ci evita il sentimento della privazione fisica , della nostalgia , perché fa parte della nostra umanità.
Non è carenza di Fede , altrimenti dovremmo pensare che lo stesso Cristo ne fù carente , quando pianse per l'amico Lazzaro. E' piena accettazione della nostra umanità , la stessa di Gesù e la stessa che fece di Woityla un fenomeno sociologico senza precedenti : persone di ogni razza , religione , cultura lo vedevano come un amico , un padre , un nonno. Piansero la sua morte come quella di un parente , anche se molti non lo incontrarono mai fisicamente. Non ebbero mai modo di parlarci , di stringergli la mano , eppure avevano chiara la sensazione di una relazione personale.
Tutto questo mi fa tornare alla mente una frase ricorrente nei volantini di C.L. ai tempi dell'università , che allora mi sembrava oscura e tipica di un certo conformismo ciellino. La riprese qualche anno Benedetto XVI ai funerali di Giussani : il Cristianesimo non è un sistema intellettuale, un pacchetto di dogmi, un moralismo [..] il Cristianesimo è un incontro; una storia d'amore; è un avvenimento.
Sempre più spesso mi capita invece di percepirla come una verità , tanto evidente da non capacitarmi di quanto allora mi risultasse oscura. Il caso di Giovanni Paolo II è uno di questi : la relazione personale , l'affetto , la simpatia ( intesa etimologicamente come "comunione di sentimenti" ) per questo Papa è stata capace di avvicinare tante persone a Cristo come nessun catechismo sarebbe stato capace di fare. Del resto all'inizio del Vangelo non sta una serie di precetti , ma l'invito ad una relazione personale : "venite e vedrete".
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