lunedì 25 giugno 2012
CRM197 : novità 2012 dalla sperimentazione in Giappone
mercoledì 14 marzo 2012
Se tutti pagano le tasse , le tasse ripagano tutti. Ma è proprio vero?
Nell'ambito della sacrosanta lotta all'evasione fiscale , lo Stato italiano ha messo in onda due spot che forniscono una versione parziale e distorta degli equilibri di bilancio fra le proprie entrate e le proprie uscite. Manca infatti l'anello di congiunzione fra Tasse e Servizi , che è lo Stato stesso.
Prendiamo la proposizione che costituisce lo slogan di uno dei due spot : SE tutti pagano le tasse (ALLORA) , le tasse ripagano tutti.
E' proprio vero ? Consecutio temporum a parte , che vorrebbe ( per uno spot ministeriale messo in onda su una rete del servizio pubblico ) il corretto utilizzo di condizionali e congiuntivi ( Se tutti pagassero le tasse , le tasse ripagherebbero tutti ) , soffermiamoci sull'analisi logica della frase.
Che tutti paghino le tasse è davvero condizione sufficiente perché le tasse ripaghino i cittadini tramite i servizi ? No , trattasi piuttosto di una condizione necessaria , ma non sufficiente. L'altra condizione necessaria è che lo Stato sia efficiente e capace di tradurre le tasse in servizi , trattenendo per il proprio funzionamento solamente il minimo indispensabile.
La proposizione esatta sarebbe dovuta essere : SE tutti pagano le tasse E lo Stato è efficiente (ALLORA) le tasse ripagano tutti. ALTRIMENTI le tasse ripagano solamente alcuni.
Chi? Giusto per fare qualche esempio :
Antonio Manganelli : 621.253,75 euro.
Mario Canzio : 562.331,86 euro
Franco Ionta : 543.954,42 euro.
Vincenzo Fortunato : 536.906,98
Biagio Ambrate Abrate : 482.019,26 euro
Raffaele Ferrara : 481.214,86
Giuseppe Valotton : 481.021,78 euro
Bruno Branciforte : 481.006,65 euro.
Giovanni Pitruzzella : 475.643,38 euro
Pier Paolo Bortoni : 475.643 euro.
Leonardo Gallitelli : 462.642,56 euro)
Giuseppe Bernardis : 460.052,83 euro
Claudio de Bertolis : 471.072,44 euro
Giampiero Massolo : 412.560 euro
Valeria Termini : 396.379 euro
Luigi Carbone : 396.379 euro
Rocco Colicchio : 396.379 euro
Alberto Biancardi : 396.379 euro
Antonio Rosati : 395mila euro
Franco Gabrielli : 364.196 euro all’anno
Gabriella Alemanno : 307.211 euro
Attilio Befera : 304.000 euro
Basta leggere l'ultimo nome della lista per capire perché gli spot pubblicitari hanno evidenziato una faccia della medaglia , ma l'altra non ce la mostreranno mai.
E veniamo così all'altro spot , quello sui "parassiti della società" , per il quale varrebbe un analogo discorso.
Infatti , così come in apertura di questo post abbiamo definito sacrosanta la lotta all'evasione fiscale , concordiamo che gli evasori fiscali siano parassiti della società. Ma sono gli unici? Funzionari pubblici che guadagnano il doppio di Barak Obama per magari condurre i loro enti a deficit di bilancio ripianati coi soldi dei contribuenti , politici strapagati e dotati di ogni benefit e privilegio per riuscire ad accumulare oltre 1900 miliardi di debito pubblico , trombati politici di ogni colore parcheggiati nei consigli di amministrazione delle controllate pubbliche e delle centinaia di società dei servizi pubblici locali non sono forse anch'essi parassiti della società?
Eppure le loro facce in TV non le vedremo mai accanto al parassita del cane e al parassita dei ruminanti.
venerdì 9 gennaio 2009
Notizie recenti sul CRM197 grazie a Google Scholar
Non nascondo che è un argomento che mi interessa particolarmente , non tanto perché abbia parenti o conoscenti malati di tumore ( anche se esprimo vicinanza a quanti cercano nella rete l'estrema ancora di salvezza per le sofferenze dei propri cari .. e proprio in questa direzione vuole andare questo post , senza alimentare false speranze perché il CRM197 e qualsiasi nuova tecnica non sono , come ricorda lo stesso Dott. Buzzi , la vittoria sul cancro ma semplicemente un contributo alla lotta ) , quanto perché la particolarità della storia del Dott. Buzzi mi ha appassionato sin dall'inizio : come ho già scritto nel post precedente si tratta di una storia d'altri tempi e leggendo il libro mi sono sempre più convinto che anche il protagonista è dotato di una tenacia e di una umanità anch'esse di altri tempi (*).
Putroppo le notizie reperibili su internet attraverso i motori di ricerca "ordinari" sono quasi tutte datate al Settembre e all'Ottobre del 2007 , quando la storia finì sulla ribalta di alcune testate nazionali per l'interessamento dei ricercatori giapponesi delle università di Osaka e di Fukuoka e , come succede nei nostri media , furono semplicemente "copiate e incollate" nelle varie testate locali e nei siti di informazione generalista. Da allora sembra essere calato il sipario sulla stampa nazionale e , considerati spiacevoli precedenti come il caso del Dott. Di Bella ( che sebbene le due vicende siano agli antipidi , sia per serietà scientifica dei due medici - Buzzi non ha mai sottratto i pazienti alle cure convenzionali - e loro considerazione da parte della comunità internazionale e delle riviste specializzate , sia per la preoccupazione di Buzzi di non alimentare false speranze ma semplicemente di vedere la propria intuizione posta al vaglio di una sperimentazione seria ) , questo ha fatto concludere molti che si fosse trattato dell'ennesimo fuoco di paglia.
Fortunatamente le cose non stanno così. La ricerca su internet non si limita ai canali "ordinari" e mister Google mette a disposizione anche dei profani come il sottoscritto un potentissimo strumento , sconosciuto ai più , che si chiama Google Scholar. Digitando parole chiave come CRM197 , HB-EGF ( il recettore a cui si lega la tossina difterica modificata ) o il nome dei ricercatori che hanno contattato il Dott. Buzzi , Mekada e Miyamoto , sono riuscito a reperire i due articoli che ho linkato nel post precedente.
Sono entrambi di fine 2008 ( quindi Google Scholar ci ha permesso di aggiornarci di un anno rispetto alle ultime notizie presenti sulla stampa nazionale ) e in particolare , quello di Miyamoto esprime conclusioni abbastanza nette : CRM197, an inhibitor of HB-EGF, resulted in a significant decrease of tumor burden in peritoneal dissemination, accompanied with a reduction in both cellular spreading, when assayed on an extracellular matrix, and invasive ability, when assayed in a chemotaxis chamber, as well as decreased expression of MMP9 and VEGF. Thus, HB-EGF is a mutual validating target in the peritoneal dissemination of ovarian cancer, and CRM197 may be useful as a anticancer agent for advanced ovarian cancer.
Altri link interessanti sono i seguenti :
Lavoro della Dott.ssa Paola Fogar presso l'Università di Padova - Gennaio 2008
Altro articolo di Mekada e Myamoto - Settembre 2008
Altro articolo di Mekada e Myamoto - Giugno 2008
Note a margine : (*) leggendo il libro sono rimasto letteralmente impressionato dall'aneddoto in cui il Dott. Buzzi racconta della prima iniezione della tossina difterica su un paziente umano. Pregato dal marito di una paziente terminale , che conosceva la sua attività di sperimentazione sui conigli , di provare la tossina difterica sulla propria moglie , alla quale non restavano più di 15 giorni di vita , per essere certo che la dose calcolata sull'uomo fosse quella effettivamente non letale prima dell'intervento se la auto-iniettò mettendo a rischio la propria salute in prima persona. Quanti medici in Italia farebbero lo stesso per un malato sano? Qui invece il rischio ( per altro minimo ) era "semplicemente" quello di abbreviare i giorni di sofferenza di un malato terminale .. azione che , come sappiamo dal dibattito su eutanasia e suicidio assistito , parte dell'opinione pubblica riterrebbe addirittura meritoria.
lunedì 15 dicembre 2008
Un consiglio per le strenne natalizie : regalate una storia di scienza d'altri tempi. Il Talco sotto la Lampada del Dott. Buzzi
Non anticipo niente , mi limito a riportare poche righe della prefazione al libro scritta da Luigi Bazzoli , portavoce e stretto collaboratore di Veronesi.
Nell'era degli Odifreddi e dei baroni intolleranti della Sapienza, una storia del genere ti riconcilia con la scienza con la S maiuscola... che ti riporta ai tempi dei Galileo e dei Newton ( per la fisica ) o dei Pasteur e dei Lavoisier ( per la biologia e la chimica ) , che affrontavano le loro ricerche senza mega-laboratori o mega-finanziamenti , anzi spesso con mezzi di fortuna e strumenti autocostruiti , armati soltanto di quello spirito di ricerca che sta alla base della scienza stessa.
Si badi bene che ho citato gli scienziati di cui sopra perché , come il Dott. Buzzi appartengono alla categoria filosofica che il Dott. Odifreddi ama definire dei cretini.
Altra chiave di lettura del libro è quella dell'ennesimo pioniere italiano che rischia di vedere non riconosciuto , di fronte al grande pubblico , il merito del proprio lavoro : le sperimentazioni sul CRM197 sono portate avanti negli Stati Uniti e in Giappone e se dovessero condurre ai risultati sperati ( come sembrerebbe da alcuni recenti studi che si possono leggere qui e qui ) chissà che non ci scappi un altro caso Cabibbo ( per citare un altro eminente "cretino" ).
lunedì 17 novembre 2008
Perche sedare un vegetale? L'ennesimo esempio di "gioco semantico"
Pongo solamente una questione da cittadino medio quale sono , intendendo il termine "medio" senza alcuna accezione negativa ma al solo scopo di indicare quella grande maggioranza di cittadini che non ha approfondite conoscenze mediche e quindi forma la propria opinone da quanto apprende da media e da dibattiti sui quotidiani e nei talk-show , ovvero spesso forma la sua opinione da una sintesi delle opinioni altrui.
Il cittadino medio è fortemente influenzabile dai giochi semantici che si applicano su definizioni scientifiche : nel caso in oggetto il termine stato vegetativo fa pensare al mondo vegetale , ovvero a un organismo vivente che non soltanto è privo di coscienza di sé , ma neanche vede , sente , prova dolore.
Poi però al cittadino medio capita di ascoltare di sfuggita la notizia che prima di morire Eluana verrà opportunamente sedata : qualcosa non torna. Perché sedare un vegetale? Un vegetale non prova dolore e quindi non necessita di essere sedato.
La pulce nell'orecchio può a volte avere l'effetto di far uscire il cittadino medio dal torpore dei mille impegni quotidiani e scegliere di approfondire il termine tecnico. Scopre così che wikipedia definisce lo stato vegetativo come una condizione di possibile evoluzione del coma caratterizzata dalla ripresa della veglia, senza contenuto di coscienza, cioè senza consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante. Questa condizione viene anche definita con altri termini, che stanno cadendo in disuso, quali sindrome apallica, coma vigile, stato di non consapevolezza post traumatica. Lo stato vegetativo viene definito persistente se protratto nel tempo e permanente quando si presume che sia irreversibile.
Scopre dunque che lo stato vegetativo è sinonimo di "coma vigile". Proviamo ora a riformulare a tutta la vicende Englaro sostituendo in tutti i fiumi di inchiostro che sono stati versati , in tutti gli audio dei servizi radio-televisivi , al termine stato vegetativo il termine coma vigile. Non ci vuole Mannheimer per capire che il gioco semantico può spostare centinaia di migliaia di opinioni individuali.
Tanto più che lo stato vegetativo si definisce permanente quando si presume che sia irreversibile. E se il cittadino medio approfondisce ancora di più scopre quel "si presume" non è stato messo a caso, perché esistono di casi di stati vegetativi definiti dai medici "permanenti" che invece hanno subito sensibili evoluzioni : è il caso di Salvatore Crisafulli , che non a caso da anni conduce battaglie perché vi sia la corretta informazione sugli stati vegetativi. Proviamo ora a sostituire il termine stato vegetativo permanente che l'opinione pubblica spesso percepisce come irreversibile ( tanto che più di una volta ho sentito ascoltatori allarmati confondere il caso Englaro con quello del coma irreversibile e della morte cerebrale , che sono tutt'altra cosa ) , con coma vigile presumibilmente permanente : quanti altri cittadini medi cambierebbero opinione?
Non è un caso che la stessa wikipedia sottolinei che il termine coma vigile stia cadendo in disuso : i giochi semantici sono sempre più diffusi come metodo di condizionamento delle opinioni delle masse. Il termine aborto provocato sta cadendo in disuso , sostituito dall'acronimo IVG , più politicamente corretto.
La stessa distinzione fra feto e neonato , che in ambito scientifico ha la sua ragione di esistere , nel linguaggio comune viene usata per creare un solco che non esiste. Lo stesso soggetto pochi istanti prima di vedere la luce è un feto , pochi istanti dopo è un neonato. Vuoi mettere la differenza fra sopprimere un feto di 6 mesi o un neonato di 6 mesi? Certo c'è sempre lo scopo terapeutico , l'ennesimo gioco semantico. Il termine terapeutico ha senso quando l'interruzione della gravidanza preserva la salute della madre ; ma quando si sopprime un bambino ( ops , scusate , un feto ) di 6 mesi perché down , cosa c'è di terapeutico in tutto questo?
mercoledì 2 aprile 2008
In ricordo di Giovanni Paolo II
E' chiaro che la prospettiva del cristiano è antitetica a quella de I sepolcri : lo sappiamo nella casa del Padre , lo preghiamo perché interceda per noi , sappiamo il suo ministero in ottime mani; ma questo non ci evita il sentimento della privazione fisica , della nostalgia , perché fa parte della nostra umanità.
Non è carenza di Fede , altrimenti dovremmo pensare che lo stesso Cristo ne fù carente , quando pianse per l'amico Lazzaro. E' piena accettazione della nostra umanità , la stessa di Gesù e la stessa che fece di Woityla un fenomeno sociologico senza precedenti : persone di ogni razza , religione , cultura lo vedevano come un amico , un padre , un nonno. Piansero la sua morte come quella di un parente , anche se molti non lo incontrarono mai fisicamente. Non ebbero mai modo di parlarci , di stringergli la mano , eppure avevano chiara la sensazione di una relazione personale.
Tutto questo mi fa tornare alla mente una frase ricorrente nei volantini di C.L. ai tempi dell'università , che allora mi sembrava oscura e tipica di un certo conformismo ciellino. La riprese qualche anno Benedetto XVI ai funerali di Giussani : il Cristianesimo non è un sistema intellettuale, un pacchetto di dogmi, un moralismo [..] il Cristianesimo è un incontro; una storia d'amore; è un avvenimento.
Sempre più spesso mi capita invece di percepirla come una verità , tanto evidente da non capacitarmi di quanto allora mi risultasse oscura. Il caso di Giovanni Paolo II è uno di questi : la relazione personale , l'affetto , la simpatia ( intesa etimologicamente come "comunione di sentimenti" ) per questo Papa è stata capace di avvicinare tante persone a Cristo come nessun catechismo sarebbe stato capace di fare. Del resto all'inizio del Vangelo non sta una serie di precetti , ma l'invito ad una relazione personale : "venite e vedrete".
mercoledì 26 marzo 2008
Le catacombe dei musulmani convertiti? La massima espressione di "una fede privata".
Tutti a chiedersi perché ma in fondo a nessuno interessa leggere davvero la risposta , che lo stesso Allam , da acuto analista delle ipocrisie italiane ed occidentali quale è , aveva preventivamente messo nero su bianco in una lettera al proprio quotidiano : In Italia ci sono migliaia di convertiti all'islam che vivono serenamente la loro nuova fede. Ma ci sono anche migliaia di musulmani convertiti al cristianesimo che sono costretti a celare la loro nuova fede per paura di essere assassinati dagli estremisti islamici che si annidano tra noi. Per uno di quei «casi» che evocano la mano discreta del Signore, il mio primo articolo scritto sul Corriere il 3 settembre 2003 si intitolava «Le nuove catacombe degli islamici convertiti». Era un'inchiesta su alcuni neo-cristiani che in Italia denunciavano la loro profonda solitudine spirituale ed umana, di fronte alla latitanza delle istituzioni dello Stato che non tutelano la loro sicurezza e al silenzio della stessa Chiesa. Ebbene mi auguro che dal gesto storico del Papa e dalla mia testimonianza traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre dalle catacombe e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi. Se non saremo in grado qui in Italia, nella culla del cattolicesimo, a casa nostra, di garantire a tutti la piena libertà religiosa, come potremmo mai essere credibili quando denunciamo la violazione di tale libertà altrove nel mondo?.
E' dunque questa la ragione per cui il gesto è stato collocato in un'occasione così solenne e con una copertura mediatica così vasta , pur conoscendo i rischi che questo comportava : Caro Direttore, mi hai chiesto se io non tema per la mia vita, nella consapevolezza che la conversione al cristianesimo mi procurerà certamente un'ennesima, e ben più grave, condanna a morte per apostasia. Hai perfettamente ragione. So a cosa vado incontro ma affronterò la mia sorte a testa alta, con la schiena dritta e con la solidità interiore di chi ha la certezza della propria fede.
Come titolava un suo libro , Magdi dimostra ancora una volta di avere a cuore le sorti dell'Italia più di tanti suoi colleghi dalla schiena ricurva , sempre pronti a sacrificare la corretta rappresentazione dei fatti ( Ratisbona docet ) pur di inchinarsi alla cultura dominante , che vorrebbe la fede ridotta a fatto privato.
Solo in quest'ottica può essere compresa la rappresentazione stravolta dei fatti cui stiamo assistendo : la denuncia delle catacombe è stata completamente ignorata ( del resto quale migliore espressione di una fede privata? ), mentre la libera espressione di un cammino di conversione viene tacciata di essere provocatoria , addirittura rischiosa per la convivenza civile ed espressione di "una nuova fase aggressiva del Vaticano".
Nuova fase aggressiva del vaticano?? Qualche acuto osservatore , meno prolisso del sottoscritto , ha saputo riassumere alla perfezione lo stravolgimento della realtà con la favola dell'agnello e del lupo.
Del resto basterebbe ricordare il principio alla base della cultura liberale per smascherare i liberali dell'ultim'ora , che si dichiarano tali per pura opportunità politica ma pretendono ugualmente di impartire lezioni di tolleranza : la propria libertà finisce dove comincia la libertà altrui.
Come per Ratisbona e per la Sapienza , ci bombarderanno con decine di editoriali e talk show sul "caso Allam" , ma faranno l'ennesimo buco nell'acqua : non siamo ancora così rincoglioniti da non accorgerci che non viene lesa nessuna libertà altrui nello scegliere come , dove e quando battezzarsi , anche se la scelta dovesse cadere sul Papa , sulla basilica vaticana e sulla notte di Pasqua.
Tutt'altra cosa è minacciare di morte o costringere all'isolamento chi si converte : se non possiamo accettare che questo avvenga in lontani paesi a maggioranza islamica , è a maggior ragione intollerabile che succeda nel nostro paese; fa specie che a ricordarcelo debba essere un cittadino italiano acquisito.